Cortina d’Ampezzo, la Regina delle Dolomiti

Cortina d’Ampezzo, la Regina delle Dolomiti

In provincia di Belluno, nel cuore delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo è il più famoso dei 18 comuni che costituiscono la Ladinia (la zona dolomitica) ed è ricordata anche per aver ospitato le Olimpiadi invernali nel 1956.


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In provincia di Belluno, nel cuore delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo è il più famoso dei 18 comuni che costituiscono la Ladinia (la zona dolomitica) ed è ricordata anche per aver ospitato le Olimpiadi invernali nel 1956. Non si conoscono molto le sue origini, ma in base ad alcuni studi la sua origine è stata collocata tra il 1100 e il 1300.


 


Soggiornando in città è possibile visitare i numerosi edifici religiosi e civili che la contraddistinguono. Tra le Chiese citiamo: la Basilica dei Santi Filippo e Giacomo, patroni del paese, costruita tra il 1769 e il 1775; la Chiesa della Madonna della Difesa; la Chiesa di Sant’Antonio di Padova, risalente al 1791 e ricostruita nel 1809 dopo un devastante incendio, dedicata ad Antonio di Padova di cui si celebra la festa il 13 Gennaio.
Tra le costruzioni civili, invece: la Ciasa de ra Regoles (Casa delle Regole), in Piazza Venezia, che ospita il Museo d’Arte moderna “Mario Rimoldi”; il Comun Vecio (Municipio Vecchio), sede della biblioteca civica; i musei Paleontologico “Rinaldo Zardini” che raccoglie i fossili ritrovati sulle Dolomiti e Etnografico “Regole d’Ampezzo” che custodisce le opere artigianali della vita quotidiana locale.


Affascinanti e degne di nota anche le costruzioni militari, tra le quali: il Forte Tre Sassi, risalente al 1897, reso inutilizzabile nel 1915 a seguito di un bombardamento italiano e oggi sede del Museo della Grande Guerra; il Castello de Zanna, di fine Seicento, celebre per le sue candide torri che lo simboleggiano ancora oggi nonostante i gravi danni causati da un incendio appiccato dalle truppe francesi nel 1809; il Sacrario Militare di Pocol, costruito nel 1935 per ricordare le vittime della Grande Guerra, custodisce le spoglie di 9.707 caduti italiani, di cui 4.455 ignoti.


 


Il calendario delle manifestazioni locali è sempre fitto di impegni quindi non c’è pericolo di annoiarsi!


Ilaria Iezzi

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